
Infedeltà coniugale e risarcimento danni. Il coniuge tradito non può citare in giudizio l'amante per il semplice tradimento, poiché quest'ultimo non è vincolato da doveri matrimoniali. Infedeltà Coniugale, Diritti e doveri! Sancito dall'articolo 143 del Codice civile. Tel.02344223

Infedeltà coniugale e risarcimento danni
Il coniuge tradito non può citare in giudizio l'amante per il semplice tradimento, poiché quest'ultimo non è vincolato da doveri matrimoniali.
Tuttavia, è possibile richiedere un risarcimento dei danni all'amante e al coniuge fedifrago solo a condizioni specifiche e rigorose fissate dalla Corte di Cassazione.
Quando è possibile chiedere il risarcimento?
Il semplice dispiacere o la fine del matrimonio non sono sufficienti per ottenere un indennizzo. Per agire legalmente, è necessario che il tradimento sia avvenuto con modalità tali da ledere gravemente i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, ovvero:
Dignità e Onore: Quando l'amante e il coniuge hanno ostentato e vantato la relazione, rendendola pubblica in modo umiliante (es. sul posto di lavoro o nel contesto sociale del coniuge tradito in luogo pubblico ecc.
Quando l'atteggiamento dell'amante ha causato un danno ingiusto e ulteriore, come una grave depressione clinicamente certificata. Ù
Aspetti Legali (Separazione e Addebito)
Ricordiamo che il dovere di fedeltà è uno dei pilastri del matrimonio
Comunque, dal 1968, l'adulterio non è più considerato un reato dal punto di vista penale, ma le sue conseguenze sono regolate dal diritto civile.
Separazione con addebito: Se il tradimento è la causa principale della rottura del matrimonio, il coniuge tradito può chiedere l'addebito della separazione. Questo comporta l'attribuzione della responsabilità della fine del rapporto al coniuge infedele, facendogli perdere il diritto all'assegno di mantenimento (salvo quello alimentare) e i diritti successori.
Cosa deve dimostrare il coniuge tradito?
Per ottenere il risarcimento in sede civile, spetta a chi agisce in giudizio l'onere di provare in modo inequivocabile:
La condotta dolosa o colposa dell'amante ad esempio, il concorso attivo nel ledere l'onore della vittima etc.
L'effettiva lesione della propria dignità, reputazione o salute, che deve superare la normale soglia di tollerabilità.
Per raccogliere elementi probativi validi in sede di giudizio come documentazione medica, testimonianze o prove documentali esempio indagini con prove inconfutabili di un investigatore Privato etc.
Per l'azione legale son indispensabili delle testimonianze, il fi un'agenzia investigativa autorizzata.
CHI SIAMO:
Il titolare dell'agenzia IDFOX ®,S.r.l. è la Dott.ssa Margherita Maiellaro. La responsabile ha un'esperienza pluriennale nel campo ed ha conseguito una laurea in Giurisprudenza con diritto internazionale presso l'Università Luigi Bocconi.
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Il fondatore dell'agenzia Investigativa Idfox Srl e' Max Maiellaro, con oltre 30 anni di esperienze investigative maturate nella Polizia di Stato, già diretto collaboratore del Conte Corrado AGUSTA, ex Presidente dell'omonimo Gruppo AGUSTA SpA, inoltre è stato responsabile dei servizi di sicurezza di una multinazionale, nonché presso multinazionali operanti in svariati settori quale metalmeccanici, chimica, oreficeria, tessile, alta moda, elettronica e grande distribuzione, ha sempre risolto brillantemente ogni problematica investigativa connessa a: infedeltà aziendale, ai beni, dai marchi e brevetti dalla concorrenza sleale e alla difesa intellettuale dei progetti, violazione del patto di non concorrenza, protezione know-how ed alla tutela delle persone e della famiglia, nonché referente abituale di imprenditori, manager, multinazionali e studi Legali su tutto il territorio Italiano ed anche Estero.
Questa è la storia dell'agenzia IDFOX ® International Detectives Agency , ed è il motivo per il quale i nostri clienti ci apprezzano per i risultati e per la riservatezza.
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Danni in famiglia: l'amante deve risarcire il danno?
Danni in famiglia, Matrimonio, Responsabilità civile
L'adulterio è una violazione del dovere di fedeltà coniugale e può essere motivo di addebito della separazione, se si dimostra che ha causato la frattura del matrimonio. Se poi la relazione extraconiugale viene condotta con modalità offensive della dignità del coniuge, può essere ragione di risarcimento dei danni.
Non c'è dubbio che chi viene tradito possa chiedere il risarcimento dei danni al marito o alla moglie fedifraghi. Ma può chiedere il risarcimento dei danni anche all'amante del coniuge? Dopo tutto, l'amante con il suo comportamento contribuisce alla crisi coniugale. Può quindi essere considerato a sua volta responsabile legalmente dei danni subiti dal coniuge tradito?
Con la sentenza n. 156 del 29 marzo 2022 la Corte d'Appello di Perugia ha affrontato un caso emblematico:
I fatti esaminati dai giudici umbri riguardano una richiesta di risarcimento danni presentata dal marito nei confronti della moglie, dalla quale nel frattempo si era separato, e dell'amante di lei.
Il marito, in particolare, aveva chiesto 600.000,00 euro di risarcimento, di cui 200.000,00 per sé e 200.000,00 per ciascuno per i due figli minori avuti dalla moglie.
Secondo l'uomo, il tradimento delle moglie era stato la causa della separazione e della disgregazione della famiglia. Egli sosteneva, poi, che la moglie e l'amante di lei avevano avuto comportamenti lesivi della sua dignità e del suo onore: i due avevano, tra l'altro, pubblicato sui social post nei quali lo offendevano e, con riferimenti allusivi alla sua persona, si prendevano gioco di lui.
La decisione
La Corte d'Appello di Perugia ha rigettato la domanda di risarcimento dei danni rivolta all'amante della moglie.
I giudici, in particolare, hanno escluso in capo all'amante ogni responsabilità, evidenziando che gli unici comportamenti illeciti sono ascrivibili alla moglie che ha tradito il marito, così violando l'obbligo di fedeltà.
L'amante della moglie, infatti, è una persona terza rispetto al matrimonio e non ha alcun obbligo nè dovere nei confronti del coniuge dell'altro, anzi è libero di esprimere il proprio diritto di autodeterminazione e la sua personalità come crede opportuno, anche frequentando e intrattenendo una relazione con una persona sposata.
Recita la sentenza: "non è ravvisabile in capo ai terzi un generico dovere di astensione dall'intrattenere rapporti con persone coniugate. L'amante deve dirsi libero di intrattenere relazioni interpersonali anche con persone sposate nell'esercizio del proprio diritto di autodeterminazione, del diritto alla libera esplicazione della personalità, nonché della propria libertà sessuale, costituzionalmente garantiti". Pertanto, chiedere i danni all'amante del coniuge contrasta con la Costituzione.
L'infedeltà coniugale consiste nella violazione dell'obbligo di fedeltà stabilito dal matrimonio. Non si limita ai soli rapporti fisici, ma comprende anche relazioni platoniche, digitali o epistolari lesive della dignità del partner. In Italia non è un reato, ma può essere causa di separazione con addebito.
Aspetti Legali (Separazione e Addebito)
Il dovere di fedeltà è uno dei pilastri del matrimonio
Dal 1968, l'adulterio non è più considerato un reato dal punto di vista penale, ma le sue conseguenze sono regolate dal diritto civile.
* Separazione con addebito: Se il tradimento è la causa principale della rottura del matrimonio, il coniuge tradito può chiedere l'addebito della separazione. Questo comporta l'attribuzione della responsabilità della fine del rapporto al coniuge infedele, facendogli perdere il diritto all'assegno di mantenimento (salvo quello alimentare) e i diritti successori.
Matrimonio già in crisi: Se l'infedeltà avviene in un rapporto già gravemente compromesso da altri fattori (es. precedenti allontanamenti o liti continue), la richiesta di addebito potrebbe essere respinta dal giudice.
Il perdono: La Corte di Cassazione ha stabilito che perdonare un tradimento non impedisce di richiedere l'addebito se il partner si rende nuovamente infedele in futuro.
Per comprendere se e come sia possibile ottenere l'addebito della separazione dopo il perdono iniziale:
L'infedeltà coniugale consiste nella violazione dell'obbligo di fedeltà stabilito dal matrimonio. Non si limita ai soli rapporti fisici, ma comprende anche relazioni platoniche, digitali o epistolari lesive della dignità del partner. In Italia non è un reato, ma può essere causa di separazione con addebito.
Prove del Tradimento
Dimostrare il tradimento in sede di giudizio può essere complesso. Spetta infatti a chi accusa l'infedeltà fornire le prove al giudice.
* Utilizzo di investigatori privati: Molti coniugi si affidano ad Agenzie Investigative autorizzate per raccogliere prove documentali o fotografiche utilizzabili in tribunale.
Prove digitali: Chat, messaggi e mail possono essere ammessi come prova, ma devono essere acquisiti in modo lecito, rispettando la normativa sulla privacy.
Oltre al classico tradimento fisico ed emotivo, si distinguono altre forme di infedeltà:
Infedeltà virtuale: Coinvolge chat, social network, app di incontri o sexting, anche senza contatto fisico.
Infedeltà finanziaria: Si verifica quando un coniuge nasconde conti correnti, effettua spese ingiustificate o cela investimenti all'insaputa dell'altro, violando la trasparenza patrimoniale della famiglia.
Scoprire un'infedeltà può scatenare reazioni emotive molto forti, come un lutto di un familiare caco, rabbia, confusione e perdita di autostima.
La gestione della crisi e l'eventuale elaborazione del lutto o ricostruzione del rapporto richiedono tempo.
Infedeltà coniugale.
Secondo l'articolo 143 del codice civile, dal matrimonio deriva l'obbligo alla fedeltà reciproca, oltre che all'assistenza morale e materiale, rappresentando doveri imprescindibili al funzionamento della vita coniugale.
Fino ad alcuni decenni fa, la separazione per adulterio era possibile solo quando a tradire fosse la donna.
In realtà si parla di tradimento ogni qualvolta si instauri una relazione con una persona sposata, con una persona diversa dal proprio coniuge ed ha conseguenze legali solo per persone sposate fra loro.
Esiste una differenza sostanziale tra tradimento ed adulterio ed hanno comunque un peso importante nella decisione del giudice in sede di separazione.
L'adulterio, infatti, nonostante venga spesso erroneamente concepito come un sinonimo di tradimento, si configura come una relazione di lungo termine portata avanti da uno dei due coniugi, quindi non rappresentando una avventura breve che si conclude in un rapporto carnale.
Entrambi i casi, però, fanno emergere l'infedeltà coniugale e l'azione contraria agli obblighi sanciti dalla legge. Il fedifrago non commette solo un illecito, ma impedisce la prosecuzione di una serena vita coniugale.
Ed, anzi, se questo dovesse avvenire in maniera pubblica, oltre alla separazione è possibile essere condannati al risarcimento dei danni, costituendo un reato perseguito a livello penale.
Sicuramente non esiste un significato univoco per descrivere l'infedeltà coniugale, nonostante per la Cassazione questa rappresenti una condotta imperativa da rispettare reciprocamente durante il matrimonio.
Infedeltà coniugale: reato o no?
Negli ultimi anni la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata, attraverso alcune sentenze, sull'infedeltà coniugale, asserendo che, qualora questa fosse lesiva della dignità e dell'onore del coniuge tradito, possa essere considerata un fatto illecito.
Esistono una serie di nessi causali che possono portare alla separazione per infedeltà ed è possibile, per questi, ottenere un risarcimento dei danni, in particolar modo se questa si dovesse considerare la causa scatenante la crisi coniugale.
In molte sentenze di separazione, infatti, il tradimento non è stato concepito come motivo per il quale il matrimonio è stato cessato, ma come naturale conseguenza ad un rapporto ormai finito.
In questo contesto, non è stato, quindi possibile ravvisare gli estremi dell'addebitabilità della separazione, così come invece avviene in casi in cui è stato il tradimento a far partire la rottura degli equilibri.
Per far sì che l'atto adultero venga accertato dinnanzi al giudice, è necessario però che si presentino prove concrete, così da permettere al coniuge tradito di ottenere quanti più benefici possibili.
In sostanza, l'adultero dovrà sostenere l'intero costo del processo solo nel caso in cui il tradimento fosse realmente considerato causa della rottura della relazione matrimoniale. Nel caso in cui non ci fossero prove a sostegno della tesi, la spesa complessiva non sarebbe affidata a colui che ha effettivamente tradito.
Infedeltà coniugale: quando si ottiene l'addebito della separazione
Il giudice, in sede di separazione, attesta l'eventuale violazione di uno dei doveri fondamentali derivanti dal contratto di matrimonio e può decidere di addebitare la separazione stessa ad uno dei due coniugi (APPROFONDIMENTO sul tema: "Separazione con addebito: tutto quello che occorre sapere"). Ciò vuol dire che il coniuge fedifrago sarà costretto al mantenimento dell'altro, con la conseguente perdita di ogni diritto di successione sulla ex.
La fedeltà è, infatti, un dovere che si esplica solo per chi è sposato e, da questo principio, derivano alcune importanti conseguenze. Innanzitutto, le coppie di fatto, nonostante non abbiano firmato un contratto di convivenza, non hanno l'obbligo di fedeltà, al contrario invece del dovere che grava su marito e moglie.
Oltretutto, chi dovesse stare insieme ad una persona sposata, non commetterebbe alcun illecito poiché non è su di esso che grava il dovere di fedeltà.
Assodato che quindi il tradimento non è considerato causa di responsabilità per l'amante, ma solo per il coniuge che ha deciso di tradire, l'unica conseguenza applicabile è l'addebito. Esso viene definito come una dichiarazione del giudice in cui accerta la persona a cui far ricader la colpa della separazione.
L'addebito non ha obblighi risarcitori, infatti, qualora il coniuge fedifrago dovesse aver un reddito inferiore a quello dell'altro coniuge, non è tenuto a versare alcun mantenimento. Se, al contrario, fosse il coniuge con il reddito più alto a compiere l'atto, è tenuto a mantenere la propria ex.
L'infedeltà coniugale può dare luogo ad una richiesta di risarcimento solo se questa possa scaturire la violazione di uno dei diritti costituzionali come la reputazione.
Il coniuge che ha subito il tradimento, infatti, può subire importanti conseguenze psicologiche, soprattutto nel momento in cui si dovesse spargere la voce. In questo caso è possibile richiedere i danni, poiché la sua dignità viene compromessa.
Si parla di danno quando il coniuge viene a scoprire il tradimento da terzi, come ad esempio il luogo in cui svolge le sue attività quotidiane come il luogo di lavoro, o il suo gruppo di amici.
Nel corso della storia giuridica sono state molte le pagine scritte in tema di fedeltà e di addebito della separazione. Secondo l'articolo 143 del codice civile, la collaborazione nell'interesse della famiglia, a vivere sotto uno stesso tetto e garantirsi una reciproca assistenza morale e materiale, sono i diritti e doveri reciproci dei coniugi. L'articolo 143, inoltre, pone a carico delle parti anche l'obbligo reciproco alla fedeltà.
I comportamenti contrari al dovere di fedeltà: cosa accade
In caso di separazione, è il giudice ad accertare l'eventuale addebito ad uno dei coniugi della stessa, nel momento in cui fosse stato violato uno dei doveri derivati dal matrimonio. Ovviamente, è necessario accertare se la relazione extra coniugale sia sopravvenuta durante un periodo di crisi della coppia o ne sia stata la causa scatenante.
Sono state diverse le pronunce del giudice che ha dichiarato non addebitabile la separazione in cui la crisi matrimoniale non sia derivata dal tradimento.
Sostanzialmente si può parlare di addebito solo quando il suo comportamento infedele ha causato il naufragio della relazione.
La Cassazione ha asserito che il coniuge tradito possa avere diritto al risarcimento del danno quando la violazione possa causare un vero illecito civile e morale dei doveri derivanti dall'unione.
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-effettiva situazione lavorativa.
-reale condizione patrimoniale dell'ex coniuge;
-eventuale convivenza more uxorio per la relativa o annullamento dell'assegno di mantenimento. Sono priva valide in giudizio, proprio circa 15 gg fa abbiamo smascherato un presunto gi imprenditore, che nel giro di circa 12 mesi era diventato povero, nulla tenete, in quanto le aziende erano state trasferito alla madre di oltre 60 anni ma, in realtà che gestiva le aziende e girava con una Porsche era mister XY.
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